Angela Merkel mani bucate, spende troppo tra viaggi e collaboratori: il governo tedesco punta il dito al portafogli dell’ex cancelliera

Il governo tedesco ha richiamato Angela Merkel per le spese troppo elevate del suo ufficio al Bundestag, attribuitole in qualità di ex cancelliera alla fine del suo mandato lo scorso anno. Lo fa sapere lo Spiegel che cita un rapporto del ministero delle Finanze alla commissione bilancio del parlamento tedesco, secondo cui il richiamo riguarderebbe anche il numero di impiegati nell’ufficio, attualmente nove sui quattro previsti.

Secondo Spiegel, a Merkel sarebbe inoltre stato fatto notare che il suo ufficio è destinato solo ad “adempiere obblighi post-ufficiali” e che è invece “escluso l’uso per scopi privati o per generare redditi aggiuntivi” a quelli spettanti a un ex cancelliere. Nel mirino del ministero delle Finanze sono finite anche le sue spese di viaggio, il cui rimborso – è stato precisato – viene preso in considerazione solo se l’ex capo di governo viaggia “per conto e nell’interesse della Repubblica federale di Germania”.

Angela Merkel ha attualmente a disposizione ben nove tra assistenti, segretarie e autisti. I loro compensi costano alle casse pubbliche circa 50 mila euro al mese. Sin dall’inizio, la dotazione è stata pesantemente criticata, in quanto senza precedenti. Persino il predecessore Gerhard Schröder, che era stato piuttosto prodigo, si era fermato a 7 collaboratori. Tuttavia, era stata proprio la vicenda personale di quest’ultimo a far tornare Merkel nel mirino.

L’ex cancelliere socialista è stato infatti privato dell’ufficio e del personale a causa dei suoi rapporti privilegiati con Putin e la Russia, decisione contro la quale egli è ricorso in giudizio. Contemporaneamente, il Bundestag ha deciso che, in futuro, gli ex cancellieri avranno diritto solo a 5 collaboratori, ridotti a 4 dopo cinque anni. La regola vale a partire da ora, quindi non si applica a Merkel.
Ma sull’ex cancelliera crescono le pressioni perché anche lei dia l’esempio. Quella stessa austerity che per anni aveva invocato per le altre nazioni europee, Italia inclusa.

Pubblicato da edizioni24

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