[Esclusiva ith24] Ecco chi è il Colonnello Carlo Calcagni. Un militare, un eroe, un uomo, un padre. La denuncia!

By Gaetano Daniele

Oggi vi racconto la storia di un Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, pilota ed istruttore di elicotteri, che nel 1996 ha preso parte alla missione internazionale di Pace in Bosnia-Erzegovina, durante la guerra dei Balcani.
Proprio in quelle zone martoriate dalla guerra fratricida, in varie occasioni, ha svolto numerose missioni di volo, tra le quali anche servizio MEDEVAC (evacuazione medico sanitaria), ha soccorso feriti, tra cui un bambino di due mesi, ed ha recuperato corpi mutilati o i loro resti.

Dopo qualche tempo dal suo rientro in Patria, ha iniziato a stare male, motivo per cui si è sottoposto a tutti gli accertamenti necessari a comprenderne la causa.
Da allora ha iniziato a vivere un’odissea tra vari ospedali, centri medici, studi specialistici, eseguendo interventi chirurgici d’urgenza, esami diagnostici,
esami bioptici, nonché ad essere sottoposto, quotidianamente, a invasive e lunghissime terapie farmacologiche, tra cui: circa 300 pillole al giorno, cinque ore di flebo, sette iniezioni, ossigeno terapia, ventilatore polmonare, lettino con fotoni, sauna a raggi infrarossi, plasmaferesi e diversi altri trattamenti che è costretto persino a effettuare, dopo aver ottenuto l’autorizzazione preventiva sia da parte del Servizio Sanitario Nazionale, sia del Ministero della Difesa, presso il Breakspear Medical Center di Londra, unico centro di altissima specializzazione in Europa, in grado di trattare la MCS, Sensibilità Chimica Multipla, patologia generarata dalla massiccia presenza di metalli pesanti tossici, sia dal punto di vista chimico sia fisico, e dipendente da causa di servizio. Abbiamo scritto dipendente da causa di servizio perché, può apparire strano, ma inizialmente la Difesa tentennava a riconoscere non solo la malattia ma che dipendesse proprio dall’uranio impoverito. Lo dimostra anche il fatto che su alcune riviste scientifiche militari e non, quando veniva non per errore, riportato la dicitura corretta: “Uranio Impoverito”, stranamente, chissà per quali ragioni, venivano poi effettuate errate corrige. D’incanto, l’uranio Impoverito scompariva. (Dal libro “Rivincita del Ministero della Difesa”)

Prima
Dopo

Padre di due splendidi figli, Francesca di 17 anni e Andrea di 13, vive grazie all’amore per loro e alla passione per il ciclismo che lo ha visto, più volte, Vincitore e Campione, prima di ammalarsi, nonché, dopo la scoperta della malattia, è riuscito a salire ancora sul gradino più alto del podio da atleta Paralimpico.

Gli obiettivi che motivano e alimentano la sua rara tenacia nel sopportare psicologicamente  i quotidiani dolori, sono continuare a gareggiare, vincere e aiutare chi soffre:

“Le mie vittorie sono le vittorie di tutti”, afferma Calcagni.

Carlo vive quel dramma sulla propria pelle da oltre 20 anni, da quando io stesso apoena 20enne, prestavo servizio presso vari reparti militari, e il nome Calcagni era già un esempio da rincorrere. Dopo la missione internazionale di pace nei Balcani, nel 1996, dalla quale è tornato contaminato in tutti i suoi organi. Il colonnello Calcagni si è ammalato per servire la Patria. Per aiutare chi, in quei teatri operativi aveva bisogno di lui. Questo il senso delle missioni Nato. Aiutare i popoli dalle tirannie. Ma soprattutto aiutare chi aiutava in quei teatri di guerra. Spesso, per cause ignote… questo non avviene. Ed è gravissimo. Molte sono le storie che potremmo raccontare di fatti accaduti in Afganistan dal 2003 al 2006, ma non è questo il momento.

Le polveri generate dall’uranio impoverito ed i metalli pesanti che ha respirato in Bosnia Erzegovina non gli permettono oggi, di essere ancora ai comandi di un elicottero.

Ma il Colonnello Calcagni, nonostante il duro colpo dopo la scoperta della malattia, si è rialzato ed ha continuato a vivere ponendosi altri obiettivi . 

Per questo “vola” ancora, da una parte all’altra della sua amata Patria, con uno scopo ben preciso: essere testimone diretto di quel dramma, dare il suo prezioso contributo per soluzioni adeguate ed essere di esempio nell’affrontare le avversità della vita con coraggio.

È un vero eroe, Carlo, che ovunque si racconta senza riserve, con assoluta compostezza e con grande dignità. Dettagliata la descrizione delle sue numerose patologie e precise le indicazioni dei 28 tipi di metalli presenti nel suo corpo e delle loro incredibili quantità. Valori che per chiunque avrebbero decretato la resa, ma non per lui che vuole vivere per essere di esempio e vedere crescere i suoi amati figli, una sfida che non intende perdere. E non perderà!

“MAI ARRENDERSI” è il messaggio che lo identifica e racchiude in sé l’intero vissuto di una persona fortemente determinata, capace di affrontare in modo esemplare la terribile malattia con tutte le sue devastanti conseguenze ed impressionanti cure quotidiane. 

Ha sviluppato numerose gravi patologie che, nel 2007, lo hanno portato al decreto di riforma con il riconoscimento della causa di servizio e relativa diagnosi di malattia multi organo, con una polineuropatia degenerativa, cronica, progressiva e irreversibile, con necessità di trapianto allogenico di midollo osseo.

Il suo stato di salute è in continuo peggioramento.

“La malattia mi ha distrutto… ma non mi ha sconfitto!” – racconta Carlo – “La mia SOPRAVVIVENZA dipende dall’amore per i miei figli, dalla straordinaria forza di volontà e dalla resistenza fisica, sviluppata grazie allo sport che HO SEMPRE PRATICATO e che oggi mi vede, con ORGOGLIO, far parte del mondo sportivo Paralimpico, come atleta del GSPD, il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.
Pratico ciclismo, sebbene con un triciclo, atletica, canottaggio indoor (Rowing), Triathlon e qualunque disciplina sportiva che mi faccia sentire vivo, nel vero senso della parola”.

“Medicines, without which I do not survive…. But it’s a bike that keeps me alive!”

“Sono le terapie che mi fanno sopravviver ma è la bicicletta che mi fa VIVERE!”

“Lo Sport è sacrificio, passione, orgoglio, resistenza e piacere di stare insieme agli altri. Sono un sognatore che non si è arreso, mai, e mai lo farà! Ogni singolo attimo di vita rappresenta per me una grande opportunità per continuare ad inseguire quegli obiettivi e quei sogni che mi permettono di essere felice, nonostante tutto e nonostante tutti. Tutto ciò è possibile grazie alle terapie che mi consentono di SOPRAVVIVERE”.

Proprio per riuscire a sopravvivere, ha accettato di sottoporsi al protocollo dell’oncologo Dr. Pasquale Montilla che consiste nella somministrazione, in Day
Hospital, di un importante trattamento farmacologico “chelante” specifico per soggetti contaminati in ambiente bellico.
I risultati delle analisi e degli accertamenti eseguiti dal Dr. Montilla, prima di sottoporre il Colonnello al trattamento, sono stati allarmanti, sia per TIPOLOGIA, sia per QUANTITÀ.

“Posso dirvi che nel mio corpo sono stati trovati 28 metalli pesanti, dei quali è stata DIMOSTRATA la presenza, in quantità esageratamente superiore alla norma, nel mio organismo: Alluminio, Antimonio, Argento, Arsenico, Berillio, Cadmio, Cesio radioattivo, Cromo, Ferro, Manganese, Mercurio, Nichel, Oro, Palladio, Piombo, Platino, Rame, Rodio, Stagno, Stronzio, Tallio, Titanio, Torio, Tungsteno, Uranio radioattivo, Vanadio. Metalli pesanti, tossici, tra cui due radioattivi: Cesio e Uranio. Valori impressionanti, anche 22 mila volte oltre i valori di riferimento. Li hanno trovati nel fegato, nei polmoni, nel midollo osseo, anche nel DNA. Ogni mia giornata è, da 18 lunghissimi anni, scandita dai ritmi delle terapie farmacologiche, dall’immuno terapia appena mi alzo, dalle sedute settimanali di plasmaferesi ospedaliere, dall’ossigenoterapia per almeno 18 ore al giorno, dalle flebo quotidiane con centinaia di compresse da ingerire, dal rumore del ventilatore polmonare notturno ed ogni strumento necessario al mio corpo per poter SOPRAVVIVERE. Ma per VIVERE ho bisogno di correre, di dare fiato a polmoni stanchi e musica ad un cuore malconcio, di scaldare le gambe al ritmo di pedivelle che girano e che veloci mi accompagnano a respirare lungo le strade del Salento, verso il mare, solo con i miei pensieri, o con mio figlio e gli amici al mio fianco. A volte il fisico non ce la fa, ma è la mente a comandare.”

“VIVO di sfide… nonostante tutto… ancora oggi sono pronto a dare la mia VITA per il TRICOLORE!”

Il giornalista Minicucci ha realizzato un servizio sull’uranio impoverito, nella rubrica TGR EstOvest, in cui ha intervistato anche l’Oncologo Dr. Montilla ed alcuni militari contaminati in zone di guerra, tra cui Calcagni.

Ecco il servizio del giornalista MENICUCCI andato in onda su RAITRE, nella rubrica ESTOVEST

“L’intervista alla mia persona, nonostante io abbia descritto, esclusivamente, i fatti realmente accaduti e dettagliatamente documentati, è stata percepita come un pericolo, o soltanto come un fastidio, perché accende i riflettori sulla vera verità, basata su FATTI, EVIDENZE SCIENTIFICHE e DOCUMENTI UFFICIALI. La mia MALATTIA, accertata, verificata e riconosciuta, con decreto del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Economia e Finanze, è dipendente da fatti e cause di servizio ed è provata da centinaia di documenti medici, cartelle cliniche, esami, referti di strutture sanitarie Nazionali, private e pubbliche, di strutture Internazionali, nonché dai VERBALI delle stesse Commissioni Mediche Militari. Nonostante questa SITUAZIONE SIA OGGETTIVAMENTE PROVATA E NOTA A
TUTTI, dal primo gennaio 2022 è stato revocato il richiamo in servizio, poiché, secondo il Ministero della Difesa, io NON “AVREI” I REQUISITI NECESSARI. Strano!!! Visto che per 11 anni, dal 01/01/2010 al 31/12/2021, sono stato richiamato in servizio, annualmente, su mia richiesta, e la mia condizione di salute è “soltanto” peggiorata! Per questo, per AFFERMARE, ANCORA UNA VOLTA, LA VERITÀ, già nota a tutti dopo l’intervista realizzata da Luigi Pelazza de “Le Iene”, andata in onda il 25 maggio 2021

l Colonnello Calcagni alle iene

Anche a tutela della mia famiglia, dell’uniforme che indosso con ORGOGLIO e ONORE, e della MEMORIA DEI MIEI COMMILITONI, sono costretto a DENUNCIARE NUOVAMENTE queste persone e portarle innanzi all’AUTORITÀ GIUDIZIARIA dove, le loro FALSE ed INFAMANTI ACCUSE, dovranno confrontarsi con tutta la documentazione in mio possesso e con il mio STESSO “corpo” che è, PURTROPPO, CUSTODE e PROVA vivente della CONTAMINAZIONE da me subita, mentre ero operativo, come unico pilota dell’Esercito Italiano, con il primo contingente internazionale di pace Italiano mandato ad operare, in Bosnia-Herzegovina nel 1996, SENZA ALCUNA PROTEZIONE e SENZA AVER INFORMATO ALCUNO DI NOI RIGUARDO AI RISCHI CERTI PER LA NOSTRA SALUTE!
Sono entrato a fa parte del Ruolo d’Onore dell’Esercito poiché è un DIRITTO previsto
dalla legge ed io, avendo riportato una INVALIDITÀ PERMANENTE del 100%
ACCERTATA come DIPENDENTE da CAUSA di SERVIZIO dalla Commissione
Medica Militare competente, prima, e dal COMITATO di VERIFICA, poi, sono stato
iscritto d’ufficio. La mia posizione è di massima trasparenza poiché accertata e documentata in modo ufficiale. La VERA VERITÀ e la GIUSTIZIA meritano parte del TEMPO che mi rimane e che avrò cura di non sprecare, affinché le FALSITÀ e la DIFFAMAZIONE ottengano le risposte più severe, riservate a questi REATI dalla legge”.

VIVERE… LOTTARE… CREDERCI e SOFFRIRE… ma… MAI ARRENDERSI!!!

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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