Asse Ercolano-Torre del Greco-Portici-San Giorgio a Cremano, Pistone: “Appunto numero 3: Speranzella scappa col bottino, mentre “l’arbitro” sembra un immigrato del Paese dei balocchi. Si merita un pallottoliere”

I tre tre, manca la matta

By Pistone

Colpo su Colpo! La parola d’ordine é “verità”. Di solito si dice che il miglior disprezzo è la non curanza. Ma non è questo il caso. Questo post giunge a seguito di ulteriori indagini, che ad oggi proseguono spedite, incardinate su denunce che sono state depositate presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere. Se avessimo adottato il motto della non curanza, avremmo corso il rischio di lasciare in libertà delinquenti seriali e pluripregiuducati. Ed io a questa accozzaglia li rincorro da quando portavo i pantaloncini alla zuava.

L’obiettivo primario è quello di provare a ricostruire una situazione intricata, il cui esito é quasi già scritto, dal momento che seguirà – senza ombra di dubbio – la scia della legalità e della trasparenza. Al di là di ogni superflua strumentalizzazione, che non è nei nostri intenti, con prove alla mano vorremmo entrare, insieme a voi, nel vivo della faccenda. Lo facciamo in maniera velata, metaforica, scusatemi, come le pseudo minacce fatte recapitare a Giuseppe Tricarico (collaboratore ith24) attraverso messanger a firma (F.B – nella foto ndr). Cercate di seguirmi, lo so, è difficile. Portate pazienza. Ma vi prometto che questi nomi di fantasIa, si tramuteranno presto in nomi e cognomi reali.

Proveremo a raccontarvi la storia utilizzando appunto dei nomi di fantasia. La stessa scuola di marciapiede di chi ha tentato, invano, di fare la scalata inscenando una delle commedie più fantasiose degli ultimi tempi. Infatti perdono o meglio, non raggiungono l’obiettivo. Come la storia del “vecchio” e del “calabrese”. Ricordatevi questi due accostamenti: “vecchio e calabrese” e “Coscialunga-Mediatore”.

Chi sono i protagonisti, vi chiederete? Dunque, abbiamo i seguenti personaggi: la protagonista indiscussa (la Sig.ra Speranzella. Professione: prostituta perbene). Perché prostituta? Perché ha dichiarato testuali parole: “Io ci sono andata a letto perché nutrivo la speranza che mi inserisse a lavorare presso il suo B&B. Glielo disse anche un suo amico”. I citati sono di Portici, in provincia di Napoli. E gli audio sono già stati integrati presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere. Sfileranno uno ad uno per confrontarsi con Speranzella.
il difensore della Sig.ra Speranzella (l’arbitro);
la sorella “spalla” di Speranzella, (Coscialunga) Professione: prostituta di classe (Può ospitare anche nei bagni di un campetto da calcetto della zona);
il padre della Sig.ra Speranzella (Zavorra: pluripregiudicato. Il suo casellario giudiziario è lungo quanto la Salerno-Reggio Calabria, con diversi Pit Stop presso la clinica psichiatrica di San Leucio, volgarmente chiamato “manicomio”;
l’amico caro di Coscialunga (il mediatore);
la seconda sorella della Sig.ra Speranzella (labbrino, che se la gode con il commerciante di scarpe con la carta di credito del suocero). Tutto documentato. Altro che manicomio….

La storia è questa: tutto ruota intorno al buon nome di Speranzella, che invece di prendersi le proprie responsabilità, si nasconde dietro scuse preconfezionate (anno 500 dopo Cristo) e decide di delegare i suoi scagnozzi per avere protezione! Ma a nulla serve!. Se funzionasse così, non esisterebbero più i Tribunali. Farebbero la fine dei Manicomi: chiusi. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Un esempio lampante é Coscialunga, la sorella di Speranzella, la mente, che ha contattato il buon mediatore, per chiedergli di “scendere in campo” per convincere le persone della buona reputazione di Speranzella, a suon di minacce e musi duri!. Come se quanto scritto e detto da noi fosse solo frutto della nostra fantasia. Roba da pazzi.

La stessa Speranzella che poco tempo prima si era gettata tra le braccia del Clan, prestando la propria spalla per ogni bisogno, cercando di far ricadere tutte le colpe sul padre, il povero Zavorra, che è diventato così il capro espiatorio! Tecnica comunemente usata non solo per Zavorra. La cosiddetta giustificazione al loro fallimento.

Chissà cosa penseranno gli Organi Preposti ai quali, a breve, dovrà riferire tutto quanto! Sempre se si presenterá e non diserterà…., come è già capitato. Anche perché nel caso di specie, dovrà reggere diversi confronti. In quella circostanza, potrà difendere la sua onorabilità e la sua dignità. Dovrà smentire sé stessa. E la cosa è alquanto difficile.

Ma chi altro c’è in questa storia?
Ah, sí! C’è l’arbitro venduto! Sembra un immigrato del paese dei balocchi, che tenta di screditare chi lo appella “venduto”. Spara cazzate a raffica, ma con disinvoltura. Sembra un talebano con in mano un RPG. E non sa neanche contare. Si meriterebbe un pallottoliere. (Eccolo ndr). Perde tutte le cause, e quando non le perde del tutto, fa la sua bella figura: “una figura di cioccolatino.”

Ma Speranzella chi è veramente? Non è altro che una marionetta. Un pappagallo che a breve sarà spennato dalla legge, mentre i mandanti se la ridono continuando a fingersi consiglieri protettivi. Il gioco delle parti. Ma viene ricompensata. Lhanno messa a scattare foto in piscina a coscialunga. Piscine di lusso. I soldi non mancano…. Come le macchine di lusso (BMW e utilitarie di ultima generazione). Sempre senza lavorare. Lavora solo Zavorra. Lavorava. Lavora o lavorava? Non si capisce bene, l’arbitro si confonde spesso. Dà i numeri al lotto: 9, 5… Bingo!

Mi chiamano, è pronto il caffè. Meglio un tuffo in piscina… e occhio ai funghi: se non li riconosci subito, possono essere velenosi, come i reggenti del Clan. Loro, ai polli, sanno come spennarli. Ai polli…. però!

PS

Ith24 non tratta con il malaffare. Ma è aperto alla pubblicazione della storia del vecchio e del calabrese. E non solo.

Per contatti: [email protected]

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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