Capitan Nessuno a ith24: “Missione di recupero, ma l’uomo aveva ceduto. Chiesi supporto a il Corvo, ma non rispose… La fialetta blu la conservo ancora con cura..”

By Capitan Nessuno

Era stata una missione di recupero, strana, veloce, ero andato da solo, c’era solo un uomo da riportare indietro ma quando lo avevo trovato avevo capito subito che aveva ceduto, aveva parlato e raccontato tutto quanto sapeva ai suoi aguzzini e così non lo avevo riportato indietro e gli avevo letto negli occhi quasi il sollievo di potersene andare con un minimo di onore.

Avevo avvisato la base che la missione era compiuta e mi era rimesso in viaggio per rientrare, senza fretta, non dovevo più salvare nessuno. Un mezzo, una tanica d’acqua, il deserto. Avevo viaggiato per tutto il giorno e alla sera mi ero fermato e avevo acceso un fuoco, assaporando quel silenzio intorno, quel grande cielo che sembrava abbracciare la terra, quei milioni di stelle pulsanti e lo scoppiettio del fuco, l’odore del caffè, del poco cibo. Stavo quasi per addormentarmi quando avevo sentito dei passi sulla sabbia. Era strano quanto si sentisse il rumore dei passi, era come se si smuovessero decine e decine di vetri sottili, stridendo in un crepitio che dava subito l’idea di quanto fosse grosso la persona che si stava avvicinando, di quanti fossero… era un uomo solo, barba lunga, uno zaino in spalla e un mitragliatore in mano, penzoloni.

Si fermò al limitare del cerchio del fuoco e fece un cenno, chiedendo in arabo.

  • Posso fermarmi con te?
    Gli feci cenno di avvicinarsi, avevo la kefiah avvolta intorno al capo e la mano posata sul fucile che era a terra.al mio fianco

L’uomo si tolse lo zaino, posò il mitragliatore, crollò a sedere, un tanfo di sudore, doveva camminare da parecchio. Vidi la linea bianca sul collo, non era un arabo. Rimasi in silenzio fino a che si versò del caffè, bevve avidamente e poi tirò fuori delle sigarette, ne offrì una che accettai sempre senza parlare. Fu l’uomo a riprendere la parola, guardandomi.

  • Vieni da lontano?
  • Non molto. Tu?
  • No, nemmeno io.
    Il caffè finì, le sigarette anche e quasi senza accorgersene cominciammo a parlare. L’uomo era francese, aveva cercato di salvare un amico ma lo aveva trovato già con la testa mozzata e quindi si stava allontanando il più possibile dal luogo dove era accaduto, anche se era certo che nessuno lo aveva notato. Era francese e con un amico sgozzato. Pensai subito a il Corvo. Anche lui perse un contatto francese per non aver eseguito le sue disposizioni. A poco a poco vennero a galla pensieri, momenti, forse avevamo avuto delle missioni insieme, eravamo nella stessa barca, facevamo lo stesso lavoro e soffrivamo delle stesse problematiche. Lì, sospesi a mezz’aria tra quel cielo immenso e quel deserto infinito, per qualche ora eravamo solo uomini in viaggio, due viandanti che si incontrano e si scambiano le opinioni sulla strada, sui luoghi visti, su dove andare e perché.
    Parlarono di vita, di donne, di morte. E poi il francese disse, come tra sé.
  • Io non voglio morire. Ma non voglio neppure finire in qualche prigione a farmi svuotare il cervello da tutto quello che so, tutto quello di cui sono venuto a conoscenza in questi anni.
    Confermai.
  • Nemmeno io. Ma troverò il modo di uccidermi prima.

L’uomo aveva tirato fuori una fialetta di plastica azzurra.

  • Io non voglio morire. Voglio un’altra possibilità, un’altra vita.
  • E come puoi averla? Se ti prendono…
    Il francese sorrise.
  • Prendo quello che c’è qui dentro e li fotto tutti!
  • Che cos’è’?
  • Sai il siero della verità? Bene, questo è il contrario! Una volta che hai preso quello che c’è qui dentro, dimentichi tutto! Chi sei, da dove vieni, cosa hai fatto, è come un lavaggio del cervello. Rimani vivo, ma non sai più chi sei. Puoi ricominciare dove vuoi, come vuoi. Cervello vuoto come quando sei nato, tutto da riempire di nuovo, come vorrai tu.
    Volevo sapere di più, avere dettagli e l’uomo li fornìva di buon grado.
    Era un formula che avevano scoperto da poco, non aveva ancora nemmeno un nome, non la conoscevano in molti. Una volta ingerita, lavorava sulla parte del cervello che manteneva le memorie e cancellava tutto, lasciando un foglio bianco su cui scrivere una nuova storia, una nuova vita. Effetti collaterali? Non se ne conoscevano, anche perché non erano molti quelli che l’avevano usata. Quanto durava? Non si sapeva, non c’erano riscontri. L’idea era che durasse per sempre, non c’era modo di tornare indietro una volta cancellati i ricordi. Non sarebbero tornati mai più. Forse. O forse un modo c’era per poter riprendere le fila dove si erano interrotte, ma nessuno lo aveva detto, chiunque l’avesse presa non aveva lasciato notizie, scritti, informazioni.
    L’uomo diceva, convinto.- Devi avere una persona di fiducia, ma una di cui ti fidi ciecamente, e metterla a parte di questo tuo piano. Così saprà cosa fare quando sarai senza memoria.
  • Tu ce l’hai questa persona?
    E l’uomo aveva fatto un piccolo sorriso, un sorriso strano su quel viso cotto dal sole e duro, sembrava un sorriso dolce, intimo.
  • Sì che ce l’ho! Mio figlio! Ha solo sedici anni ma è un ragazzo in gamba. Al momento giusto gli farò avere i documenti nuovi della mia nuova vita, gli dirò cosa fare, cosa farmi diventare. E, se vorrà, verrà via con me. Ricominceremo da qualche altra parte, io e lui, finalmente padre e figlio.Non risposi, sarebbe stato bello poter ricominciare con un figlio al fianco. O con una donna. Ma non avevo donne di cui fidarmi, donne che mi amassero al punto tale da volermi ridare una memoria e l’unico figlio che avevo mai avuto era morto, troppo piccolo per potermi essere di aiuto. Parlammo fin quasi all’alba e poi mi addormentati e quando riaprii gli occhi il francese non c’era più ma accanto al fuoco aveva lasciato la fialetta di plastica azzurra e un biglietto con poche parole.
  • Te lo regalo, io ne ho un’altra. Se mai dovesse servirti…Bonne chance
    Da allora portavo sempre con me la fialetta. Se mai dovesse servirti…
    Dentro di me le avevo dato un nome, la smemorina…come la Fata di Cenerentola, benefica ma che dimenticava tutto. E a volte, quando mi sentivo particolarmente depresso o stanco, passavo la mano sul taschino dove tenevo la fialetta azzurra, immaginando come avrebbe potuto essere una nuova vita, senza memorie, senza rimpianti, senza rimorsi…e non sapevo se avrei avuto mai davvero il coraggio di prenderla….

Ma quel nome di quel francese mi rimase impresso. E il Corvo fu distaccato proprio al sud della Francia. Ne seguiva imprenditori sul ciclo dei rifiuti con agganci fino a terroristi di Paesi Arabi. Ricordo che si fece amico Il figlio di uno degli imprenditori, come solo lui sapeva fare. Riusciva a beccarlo per coincidenza, in tutti gli aeroporti. Grazie a lui quella organizzazione fu smantellata nel 2019. Lo chiamai, ma non rispose.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: ith241[email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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