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Capitan Nessuno a ith24: “Oggi c’è stato l’ammmaina bandiera, torniamo a casa. Ma un Esercito è un ramo dello stesso albero, l’albero della Libertà. Un Esercito è l’estensione di una bandiera, di una Patria..”

By Capitan Nessuno

Oggi c’è stato l’ammmaina bandiera in Afghanistan. Ce ne andiamo, torniamo a casa. Già lo so, le ho sentite e le sento le critiche. Meno male soldi buttati…i militari lì si sono fatti ricchi con le trasferte…tanto non è servito a niente…siamo stati solo servi degli americani…meglio cancellare del tutto l’Esercito, è inutile…e non rispondo. Penso. Penso a tutti quelli che contavano su di noi, che hanno contato su di noi. Penso a tutti gli uomini che con noi hanno lavorato, per la prima volta pagati il giusto, per la prima volta con l’orgoglio di lavorare per la loro nazione.

Penso a tutte le donne che si sono fatte curare dai nostri medici, pur con le restrizioni della loro tradizione e religione, ma che per la prima volta potevano tentare di non morire a trent’anni. Penso a tutti i bambini che ci seguivano sempre, come se fossimo giocolieri, funamboli, sempre con un sorriso per loro, sempre con un dolcetto da tirare fuori al momento opportuno, sempre pronti a giocare a pallone con loro, a ridere con loro.

Non hanno mai avuto vita facile, i bambini, in Afghanistan. Ignorati il più delle volte, imbottiti di tnt, mandati allo sbaraglio, indottrinati in una religione crudele, rigida, fatti diventare diffidenti, spaventati. Ma con noi no. Con gli italiani no, era come se noi fossimo fratelli maggiori, cugini. Non ci prendevano quasi sul serio come soldati, eravamo capaci di ridere, di stare seduti con loro. A che è servito, mi chiederete? Di certo non a farci diventare ricchi. Sì, abbiamo ricevuto i soldi delle trasferte, in fondo li prendono tutti, anche il bancario che va a fare uno stage in un’altra città. Solo che lui ci va in giacca e cravatta e vive in un hotel a 5 stelle e sta ore in sala riunione ad ascoltare le nuove strategie bancarie. Noi ci siamo andati in mimetica, spesso non cambiandola per giorni interi, spesso sporca di sangue rappreso e di polvere. Noi ci siamo stati di giorno e di notte con un fucile al fianco, pronti ad usarlo, per difenderci, per difendere chi ci era stato affidato. Siamo diventati ricchi? No, nessuno di noi. I soldi, come per tutti, sono serviti. A pagare mutui, bollette, scuole per i figli, cure mediche approfondite.

Ci hanno fatto comodo? Ovvio, nessuno lo vuole negare. Ma non siamo andati lì per i soldi. E nemmeno per fare i servitori agli americani. Siamo andati perché credevamo in quello che facevamo, credevamo che ogni popolo ha il diritto di autogestirsi, di scegliere il governo che vuole, di mandare i propri figli a scuola, di avere un lavoro retribuito il giusto. Abbiamo fallito? In tutta sincerità, no. Ma i talebani riprenderanno il comando e ci sarà una carneficina, dicono. Forse, ma forse gli afghani hanno imparato che difendersi si può, che mantenere le proprie idee si può e anche noi, seppure in piccola parte, ne abbiamo il merito.
Abbiamo dormito nel deserto con loro, affrontato le tempeste di sabbia, mangiato lo stesso cibo e ci siamo sentiti “amici”.

Molti di loro dovranno essere evacuati alla svelta, come gli interpreti e i traduttori perché i talebani non li lasceranno in pace e quindi si troveranno in pericolo, assieme alle loro famiglie.

La nostra bandiera non sventolerà più nel cielo afghano. Non coprirà più le bare dei caduti, non sarà più un simbolo di protezione, di salvaguardia, di una pseudo-pace che avevamo saputo portare. Che sarà di loro? Non lo so, sinceramente. Che sarà di noi? Di nuovo non lo so. Chi ci è stato non potrà mai dimenticare, ogni singolo istante scavato nell’anima come su una pietra, una lapide.

Ma siamo militari. Inutili, dicono molti. Spese senza senso. Guarda la Svizzera che senza esercito sta benissimo… perdonatemi, forse sono di parte, ma non è così. Un Esercito è un ramo dello stesso albero, l’albero della Libertà. Un Esercito è l’estensione di una bandiera, di una patria. Dove c’è un Esercito c’è ONORE, c’è DISCIPLINA. C’è ETICA, c’è LIBERTA’.

Non saremo più in Afghanistan, ma saremo dove ci sarà bisogno di noi, sempre. E se c’è chi dice che siamo stati inutili, vi dico: guardatevi attorno. Se non ci sono guerre e i vostri figli si divertono sulle spiaggie e nelle movide, il merito è anche nostro, che abbiamo combattuto per tenere le guerre lontane da qui, lontane dalle nostre e vostre case, dai nostri e vostri figli. E così sia.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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