Crea sito

Gaetano Daniele difende Grillo: “Come il caso della ragazza malata e perversa di Ercolano, è naturale che un genitore difenda il figlio o la figlia fino a sentenza passata in giudicato”

Gaetano Daniele ith24

By Remo Ferranti

Gaetano Daniele si schiera dalla parte di Beppe Grillo: “La politica non c’entra, se Grillo difende suo figlio va rispettato. I genitori al di là di ogni ragionevole dubbio tentano sempre di difendere i propri figli. Il caso di Ercolano lo dimostra. Una donna malata e pervertita, abbandona il figlio per mettere in pratica le sue attività sessuali, e per farlo getta fango sul suo ex marito fino a picchiare e chiudere suo figlio fuori la porta di casa al freddo: dal pompiere all’imprenditore al libero professionista fino al l’istruttore: 6 mesi di tentazioni, bugie e truffe. E nonostante la dottoressa Cimmino del tribunale minorile di Santa Maria abbia visto tutto, si aspetta il verdetto. Ed è fisiologico che i genitori continuano a difendere la ragazza. Anzi. È un fatto naturale. Anche se va chiarito che ci sono diversi tipi di stupro: quello fisico e quello psicologico”.

Gaetano Daniele definisce il filmato “in cui l’attore comico prestato alla politica difende in modo sgangherato il suo erede “agghiacciante”, ma rincara la dose di violenza verbale già subita dalla presunta vittima, la 19enne italo svedese che ha denunciato Ciro Grillo e i suoi tre amici per abuso sessuale. Secondo il padre la giovane sarebbe stata “consenziente”, ma le circostanze dell’accaduto devono ancora essere accertate dalla magistratura. Come nel caso della ragazza di Ercolano. Nonostante tutte le prove siano al vaglio degli inquirenti, si aspetta il verdetto. E fino al giudizio siamo tutti innocenti. Anche il figlio di Beppe Grillo nonostante le prove non lasciano dubbi.

“Stabilirà la magistratura l’eventuale colpevolezza, intanto stiamo zitti”, osserva Daniele. Ma ammette di non essere in grado di redarguire il “vecchio Beppe Grillo”, come molti hanno fatto da quando il filmato in difesa del figlio Ciro è circolato nel pomeriggio di lunedì 19 aprile scuotendo politici, media e opinione pubblica.

“Beppe, essendo un padre, non se la sente di unirsi al coro di quelli che vorrebbero condannare a priori il suo ragazzino, e cerca pertanto di salvaguardarlo a ogni costo. Qualunque genitore disperato va capito se si scatena per proteggere il proprio discendente che rischia la galera dura per un episodio da accertare. Grillo forse ha esagerato nella foga, probabilmente avrebbe dovuto riservare alla fanciulla un minimo di riguardo, non essendo provato che sia una leggerona”, nota Daniele.

Poi la frase shock: “Sappiamo che lo stupro ha due componenti decisive: la prepotenza maschile e la debolezza femminile, spesso accresciuta dalla paura degli orchi. Il povero istrione avrebbe fatto meglio a mettere il piede sul freno prima di ingranare la quinta”.

Eppure per Gaetano Daniele i critici di Grillo, che hanno accusato il fondatore del M5S di maschilismo per aver affermato, tra le altre cose, che il ritardo nella denuncia del presunto stupro da parte della ragazza dimostrerebbe che in realtà la violenza non è avvenuta, “sorvolano sullo stato d’animo nobile della paternità”.

“Comprendo lo stato d’animo di Grillo che vive come un incubo l’idea che il suo Ciro subisca una sentenza pesante. Come i genitori pluripregiudicati della ragazza di Ercolano che hanno messo in scena una delle truffe più architettate degli ultimi tempi pur di accontentare le fantasie perverse e malate della figlia fino al totale abbandono del figlio che ad oggi nutre un totale rifiuto nei confronti della mamma malata: una truffa scoperta con documentazione e prove circostanziate da una agenzia investigativa del territorio. Pertanto sono solidale con lui e con i genitori della ragazza malata di Ercolano, fino a che la magistratura non si esprima sull’accaduto. Deploro coloro che delle altrui disgrazie profittano per demolire vigliaccamente un uomo politico, peraltro a me non gradito ma da me rispettato. E non mi importa nulla che egli si sia trasformato in un battibaleno da manettaro a garantista. Meglio tardi che mai”, conclude Gaetano Daniele.

La procura di Tempio Pausania deve decidere il rinvio a giudizio o l’archiviazione del processo nei confronti Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, i quattro rampolli della Genova bene in vacanza in Costa Smeralda indagati per “violenza sessuale di gruppo”. Secondo le indagini su cui si è pronunciato il procuratore Gregorio Capasso i quattro si sarebbero dati il turno per una notte ai danni di una ragazza italo-svedese di 19 anni in vacanza ad Arzachena a luglio del 2019, incontrata al Billionaire.

Durante l’interrogatorio che si è tenuto giovedì scorso in gran segreto, Ciro Grillo avrebbe ripetuto più volte che “non si è trattato di violenza sessuale, ma di sesso consenziente”. Secondo ith24 la procura è orientata a chiedere il processo per i quattro ragazzi. “Sono quattro coglioni, non quattro stupratori. Se dovete arrestare una persona innocente allora arrestate me!”, ha urlato Grillo nel video. Ma purtroppo non si può. Ammenoché non è come nel caso della ragazza di Ercolano dove sorella e genitori risultano complici di un reato ben architettato con la complicità di un pizzaiolo napoletano prestato alle Forze dell’ordine. Si fa per dire.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.